Rapporto sanzioni 2015 del Garante della Privacy

Rapporto sanzioni 2015 del Garante della Privacy

Come ogni anno, l’autorità Garante per la protezione dati personali presenta un riepilogo delle sanzioni applicate 2015 e dei motivi per cui tali sanzioni sono state applicate. Questo ci dà una idea concreta di quanto ancora vi sia da fare in tema di protezione dei dati personali e di quali siano le aree che sono maggiormente esposte a violazioni, durante le verifiche.
 
Per quanto riguarda il 2015, l’attività ispettiva ha segnato un significativo incremento dell’attività sanzionatoria del Garante. Le sanzioni contestate, circa 1700, hanno segnato un aumento di oltre il 190 per cento rispetto all’anno precedente, mentre le sanzioni già riscosse dall’erario sono state pari a 3 milioni e 500 mila euro. 33 sono state le segnalazioni all’autorità giudiziaria.
 
Gli accertamenti, svolti anche con il contributo delle Unità Speciali della Guardia di finanza, Nucleo speciale privacy, hanno riguardato numerosi e delicati settori, sia nell’ambito pubblico che privato. Per quanto riguarda il settore privato le ispezioni si sono rivolte principalmente ai trattamenti di dati effettuati da software house che forniscono servizi di supporto all’attività della polizia giudiziaria e alla magistratura; alla geolocalizzazione dei dipendenti; al marketing telefonico svolto dai call center, anche operanti all’estero; agli istituti bancari; alla conservazione dei dati tlc e Internet; al trasferimento di dati verso Paesi extra Ue; alle strutture alberghiere e ai centri fitness; alle centrali rischi.
 
Il bilancio traccia un quadro persistente di elementi di criticità nel trattamento dei dati delle persone; una ancora insufficiente informazione agli utenti sull’uso dei dati personali, sia da parte di Pa che delle aziende (223 violazioni riscontrate); la mancata adozione delle misure di sicurezza; tempi eccessivi di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico. Diversi anche i procedimenti sanzionatori per omessa notificazione al Garante con riferimento a trattamenti di particolare delicatezza e le sanzioni per non aver risposto alle richieste di informazione e documentazione del Garante.
 
Per quanto riguarda, invece, le violazioni penali, le segnalazioni inviate alla magistratura hanno riguardato soprattutto casi di mancata adozione delle misure minime di sicurezza e violazioni connesse al controllo a distanza dei lavoratori.
 

Fonte: Puntosicuro.it



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