Sicurezza sul Lavoro: il confine tra obbligo e responsabilità

Negli ultimi 10 anni si sono succeduti molti cambiamenti e novità, in materia di Sicurezza sul Lavoro e formazione, ma una cosa è rimasta invariata, e identica si ripete ogni volta che parliamo con imprenditori e lavoratori: la domanda “È obbligatorio?”.

E’ un meccanismo innato che scatta automaticamente in noi appena ci viene detto di fare qualcosa per la sicurezza. “…ma è obbligatorio?”.

Ed è una domanda “Bipartisan”, che mette d’accordo tutti, datori di lavoro in primis. Ma anche dipendenti.

Tutti chiedono: “è obbligatorio?”.
Molti se non è obbligatorio…
– Questo rischio non lo valutiamo
– La sorveglianza sanitaria la evito
– Quel corso di formazione non lo faccio
– Questi DPI non li indosso

Ma credo che proprio la domanda sia sbagliata, e che andrebbe invece spostato il punto della questione su “è per il mio bene?”.

Ma avete mai chiesto “è obbligatorio” al meccanico che  deve sostituire le gomme della vostra auto quando sono senza battistrada?
E il classico checkup periodico da nostro medico di famiglia, con annesse analisi del sangue, che non è neanche obbligatorio, perchè invece lo fanno tutti?

Inspiegabilmente la domanda non ci sfiora neanche, se spostiamo l’ambito dalla Sicurezza sul Lavoro a qualunque altro.

Chiedersi se è obbligatorio evoca in noi tutti gli alibi possibili:
– Quelli ergonomici: “le scarpe antinfortunistiche non si possono portare perché sono scomode”
– Quelli fatalisti: “tanto se deve succedere, succede lo stesso”
– Fino a quelli cospirazionisti: “perché quando entrano in azienda una multa la devono fare per forza”.

E’ così, veramente?
Forse sì, in alcuni casi potrebbe anche esserlo.
Ma non è una regola generale. Non può esserlo. Anche perché su questi argomenti si dice tutto ed il contrario di tutto.

Di una cosa sono convinto: finché ragioneremo così, la sicurezza sarà un qualcosa che subiremo passivamente e con fastidio, sia come datori di lavoro che come lavoratori.

Ed ecco quindi che i datori di lavoro se la prendono con lo Stato.
I lavoratori se la prendono con i capireparto.
I capireparto se la prendono con i lavoratori.
Lo Stato se la prende con le aziende.

In un circolo vizioso dove tutti sono contro tutti e tutti perdono.

Perché la motivazione che è alla base non è centrata sul concetto che la Sicurezza è innanzitutto per il nostro bene e che se la normativa viene applicata con i giusti criteri serve innanzitutto a tutelare la salute, mia e di chi collabora con me.

Per questo anche dopo che ci è stata posta più di mille volte, alla domanda “è obbligatorio?” non ci sentirete mai rispondere “purtroppo si”, ma sempre “si, ma sopratutto è per il vostro bene”

Giovanni Orefice



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